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Rivoluzione in Serie C: ammesse le seconde squadre dei club di Serie A

Rivoluzione in Serie C ammesse le seconde squadre dei club di Serie A

E’ Alessandro Costacurta, sub-commissario FIGC, ad annunciare che dal 2018-2019 per i club di serie A sarà possibile, tramite un bando, iscrivere al campionato di serie C una seconda squadra, con rose composte da giocatori under 21, con due fuori quota under 23, sul modello di quanto già accade nel resto d’Europa. Secondo la Federazione i club di serie A potranno iscrivere le seconde squadre occupando i posti delle società che non riusciranno a rispettare i criteri per partecipare al torneo.  Quest’anno quindi non ci saranno ripescaggi e le 60 squadre previste nei tre gironi, verranno selezionate in base a dei criteri rigidi: il primo eventuale posto disponibile dovrebbe toccare a una delle seconde squadre dei colossi della serie A, poi a un team retrocesso e infine a uno dilettantistico, il tutto, ovviamente, se in possesso dei requisiti giusti.

Dal punto di vista economico, la squadra ripescata dovrebbe versare i “soliti” 300 mila euro a fondo perduto ai quali bisognerà aggiungere la fideiussione da 500 mila euro. Un impegno e un esborso economico di tutto rispetto soprattutto in un momento non felice per l’economia italiana, che potrebbe condizionare le scelte di molte società di serie C e D tanto da indurle a rinunciare, a tutto vantaggio delle seconde squadre dei club di Serie A.
Un progetto non ancora ufficializzato dai vertici della FIGC, alla quale si sono opposti sia Gravina che molte società di Serie C, ma che potrebbe aprire nuovi orizzonti per il futuro della terza serie del calcio italiano. Di sicuro avvicinerebbe e attirerebbe molti più spettatori di oggi, perché vedere le giovani promesse del vivaio delle grandi squadre di serie A è certamente più interessante. Le rose delle squadre B (o seconde squadre) saranno composte da giocatori nati dopo il primo gennaio 1997, quindi Under 21 per la stagione 2018-2019, con due fuori quota Under 23.
Parteciperanno al campionato regolarmente con eventuali promozioni ma senza retrocessioni, ma non potranno mai giocare nel campionato della prima squadra.

Per quanto riguarda il format della Serie C, dovrebbero essere confermati i 3 gironi (Tirreno-Adriatico-Sud) da 20 squadre, con i ripescaggi legati ad un meccanismo che non consente di prevedere quante squadre B ci saranno il prossimo anno in Serie C. Tutto dipenderà dal rispetto dei parametri legati alle rispetto delle regole economiche (bilanci, fideiussioni, ecc.). Un anno fa tra rinunce, bocciature e ricorsi furono 57 le società ammesse, diventate poi 56 con il fallimento del Modena, con l’amministrazione controllata per Vicenza e Arezzo, con punti di penalizzazioni e contro-ricorsi e con i fastidiosi turni di riposo e classifiche sempre incomplete che hanno generato confusione e indignazione.

A tal proposito, riportiamo il tweet polemico di Cristiano Lucarelli, allenatore del Catania che commenta la possibile introduzione già dalla prossima stagione delle Seconde Squadre in serie C. Per Lucarelli meglio piuttosto la reintroduzione del campionato De Martino, il torneo delle “riserve” che si è giocato fino a metà degli anni ’70:

A chi giova? Chi e cosa c’è dietro? Chi ci guadagna veramente? Quali sarebbero i vantaggi? E le ultime giornate con città storiche che si giocano la vita e questi che fanno le sfilate di moda che succederà? Ma semplicemente rifare il campionato De Martino no?

Rivoluzione in Serie C: ammesse le seconde squadre dei club di Serie A ultima modifica: 2018-05-11T16:12:24+00:00 da Francesco Inzitari
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